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25/03/2011 Ultime dal territorio
Abruzzo, la ripresina c’è ma non si vede.

L'Abruzzo sembra risvegliarsi. Lo dice il Cresa, Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali abruzzese, nella recente indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere relativa al quarto trimestre del 2010. "La provincia di Chieti migliora costantemente - sottolinea Lorenzo Santili, presidente del centro di ricerca - come quella di Pescara, anche se con dati meno significativi. Anche Teramo si allinea al trend, mentre L'Aquila segna il passo e lascia intravedere periodi peggiori di questo, almeno nei prossimi 6 mesi". L'indagine è stata condotta su 363 imprese con almeno 10 addetti: i risultati evidenziano incrementi di produzione, export, ordini interni ed esteri ma anche cali dell'occupazione, soprattutto per le grandi imprese. E' il territorio di Chieti che mostra incrementi superiori alla media regionale, mentre quello aquilano registra le maggiori difficoltà: buono l'andamento della produzione e degli ordini interni ma perde appeal l'export, gli ordini esteri e l'occupazione, pur se edulcorata dagli ammortizzatori sociali di cui il territorio continua a usufruire in deroga a causa del terremoto. E' la provincia di Teramo, però, a registrare la contrazione più consistente dell'occupazione tra le province abruzzesi. "Occorrono politiche di rilancio economico rapide – ha aggiunto Santilli – L'ulteriore calo dell'occupazione potrebbe generare una vera e propria crisi del sistema imprenditoriale. Diverso il dato sulle costruzioni, indagato per la prima volta dal Cresa, ma non era difficile da prevedere. L'edilizia, poi, viene dal periodo di crisi dovuto al fermo di appalti pubblici". 140 le imprese monitorate e il dato, come spiegato dal direttore Prosperococco è relativo poiché l'attenzione è stata rivolta alle aziende più strutturate "Ci auguriamo di ampliare il campione con la prossima indagine. L'andamento è positivo ma le previsioni per il prossimo semestre non sono ottimistiche". "Lo studio del Cresa, in definitiva, testimonia quattro punti nodali dell'andamento dell'economia abruzzese - ha concluso Giuseppe Mauro, componente del Comitato scientifico insieme a Landini e a Pierluigi Properzi - E' in atto una ripresa diffusa ma altalenante e ciclica. La ripresa non si trasforma in occupazione, vista soprattutto la difficoltà di recuperare gli elevati margini degli anni precedenti. Questa ripresa non coinvolge l'intero tessuto produttivo ma è legata soprattutto ai mercati mondiali e alle grandi imprese. Permangono le forti differenze territoriali".
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